
Traina costiera in estate: canna, mulinello, trecciato ed esche giuste per intercettare palamite, tonnetti e lampughe sotto costa.
Con l'arrivo dell'estate e l'innalzamento delle temperature del mare, la traina costiera diventa una delle tecniche più produttive per chi possiede un piccolo natante o un gommone e vuole insidiare i pelagici che si avvicinano sotto costa. In questa guida vediamo quale canna, mulinello, trecciato ed esche servono per allestire una postazione da traina efficace, e come impostare velocità e profondità di traina per aumentare le possibilità di abboccata durante le uscite estive.
La traina costiera consiste nel trascinare una o più esche artificiali dietro l'imbarcazione a bassa velocità, restando entro poche miglia dalla riva, a differenza della traina d'altura che insegue tonni e pesce spada al largo. È una tecnica accessibile: bastano una barca stabile, qualche canna dedicata e la capacità di leggere i segnali del mare, come uccelli in caccia, cambi di colore dell'acqua o banchi di novellame in superficie.
Il periodo migliore va da giugno a settembre, quando le acque del Tirreno si scaldano e richiamano sotto costa palamite, tonnetti alletterati, lampughe e le prime ricciole di taglia. Le ore più produttive restano l'alba e le due ore successive, oltre al tramonto, quando i pelagici risalgono a caccia di banchi di alici e sardine nei primi metri d'acqua.
Per la traina costiera servono canne corte e potenti, pensate per restare incastrate nei fiocinini di poppa e resistere a strappate improvvise. La Fishing Ferrari Avenger Trolling è un esempio tipico del genere: 2,13 m in due pezzi, anelli FUJI a sagoma ovale fissati con doppia legatura Acid Wrap, portamulinello ALPS Heavy Duty in alluminio anticorrosione e base a crociera per l'aggancio ai fiocinini. È disponibile in azioni da 8 a 30 libbre, così da abbinarla al peso medio delle prede: la versione più leggera, fino a 8 libbre, è quella giusta per palamite e piccoli tonnetti tipici della traina sotto costa.
Chi cerca una canna più robusta, magari per lampughe di taglia o per lavorare con mare leggermente mosso, può orientarsi sulla Colmic Advanced Fight XT: fusto in alluminio rivestito di neoprene, anelli Sea-Guide SIC e azione da 20 libbre, pensata per reggere combattimenti più duri senza cedere.
Sul fronte mulinelli, la X6X TDS monta una frizione a leva con drag regolabile fino a 10 kg, bobina in alluminio e 5 cuscinetti a sfera: la versione da 12 libbre, più leggera, si abbina bene alla canna da 8 libbre per un set equilibrato. Per chi parte da zero, la Lineaeffe GTB300 arriva già imbobinata con 250 m di trecciato rosso: un mulinello pensato esplicitamente per la traina costiera e il bolentino leggero, pronto all'uso appena tolto dalla scatola.
Il trecciato è la scelta quasi obbligata per la traina: diametro sottile a parità di resistenza, niente allungamento e ottima sensibilità alle tocche. Il Venom Braided Multicolour è un 8 capi a sezione rotonda che riduce l'attrito negli anelli e limita gli aggrovigliamenti; la colorazione multicolor, che cambia ogni 10 metri, è particolarmente utile in traina perché permette di controllare a colpo d'occhio quanta lenza è filata dietro la barca, così da mantenere costante la distanza tra le esche.
Per le esche, l'octopus rig resta un classico intramontabile della traina costiera mediterranea: imita un piccolo polpo o calamaro in fuga e funziona bene su palamite, tonnetti e lampughe. L'Octopus Rig Lineaeffe monta due ami collegati, mentre la versione Leaded Octopus Rig ha un piccolo piombo integrato che permette di far lavorare l'esca qualche centimetro più in profondità senza bisogno di un affondatore separato. Tra la lenza madre e il rig è sempre bene montare una girella antitorsione e un breve finale in fluorocarbon: l'esca ruota in acqua e senza questi accorgimenti il trecciato tende ad attorcigliarsi.
La velocità dell'imbarcazione è il parametro che più influenza il risultato: per la traina costiera estiva si lavora generalmente tra 3 e 6 nodi, più lenta per palamite e lampughe, leggermente più sostenuta quando si punta ai tonnetti. Vale la regola pratica di variare spesso l'andatura di qualche decimo di nodo: un'esca che sguscia in modo irregolare spesso innesca l'attacco meglio di una traiettoria perfettamente costante.
La distanza tra le esche e la barca conta quanto la velocità: nelle giornate di mare piatto conviene allungare la lenza fino a 40-60 metri per allontanarsi dal rumore del motore, mentre con un po' di formazione di scia si può accorciare. Chi dispone di più canne può alternare lunghezze diverse e posizionare le esche a distanze scalari, così da coprire più profondità della colonna d'acqua nella stessa passata. Osservare uccelli marini in caccia, chiazze di novellame che saltano in superficie e cambi di colore dell'acqua resta il modo più affidabile per individuare le zone dove i pelagici stanno effettivamente cacciando, molto più efficace che trainare a caso lungo la costa.
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In estate si lavora generalmente tra 3 e 6 nodi: più lenta per palamite e lampughe, poco più sostenuta per i tonnetti alletterati. Variare spesso l'andatura di qualche decimo di nodo aiuta a innescare l'attacco.
Per la traina sotto costa bastano 250-300 metri di trecciato: la lenza filata in acqua raramente supera i 60-80 metri, quindi resta ampio margine di sicurezza sulla bobina in caso di allungo improvviso.
Il trecciato è preferibile: a parità di resistenza ha diametro più sottile, non si allunga e trasmette meglio le tocche. Un breve finale in fluorocarbon tra trecciato ed esca riduce comunque la visibilità sott'acqua.
I bersagli tipici sono palamita, tonnetto alletterato, lampuga e le prime ricciole di taglia che si avvicinano sotto costa tra giugno e settembre, soprattutto nelle ore di alba e tramonto.
Non sempre: per lavorare nei primi metri d'acqua bastano esche già zavorrate come il leaded octopus rig. Un affondatore separato serve solo quando si vuole far lavorare l'esca più in profondità rispetto alla traina di superficie.
La traina costiera estiva richiede un'attrezzatura essenziale ma specifica: canna corta e potente, mulinello con frizione a leva, trecciato multicolor per controllare la distanza ed esche come l'octopus rig per imitare le prede naturali dei pelagici sotto costa. Con la velocità di traina corretta e un po' di attenzione ai segnali del mare, le uscite estive diventano molto più produttive. Se pratichi anche lo spinning dalla barca, dai un'occhiata alla nostra guida su pescare tonni a spinning dalla barca, e ricorda di avere in regola il permesso per la pesca in mare prima di uscire. Scopri tutta l'attrezzatura per la traina costiera su Etruria Fishing.
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