
Come scegliere il filo trecciato da pesca: diametro, capi, colore, differenze con nylon e fluorocarbon, per ogni tecnica di pesca.
Il filo trecciato da pesca è una lenza composta da più fibre sintetiche (in genere PE o UHMWPE) intrecciate insieme, invece che estruse in un unico filamento come il nylon. Il risultato è un filo a parità di diametro molto più resistente del nylon, quasi senza allungamento, ma anche più visibile e meno abrasivo-resistente: caratteristiche che lo rendono perfetto per certe tecniche e da evitare in altre.
In questa guida trovi come scegliere il filo trecciato giusto in base a diametro, numero di capi e colore, quale trecciato usare per ogni tecnica di pesca e come montarlo correttamente in bobina.
Il trecciato nasce intrecciando 4 oppure 8 fili sottilissimi di PE (polietilene ad altissima densità, spesso indicato come UHMWPE) attorno a un'anima o tra loro, poi rivestendo il tutto con un trattamento che ne compatta la superficie e ne riduce l'attrito negli anelli. Il diametro dichiarato di un trecciato è quasi sempre inferiore a quello di un nylon o di un fluorocarbon con la stessa resistenza in libbre: è il motivo per cui su un mulinello entra molto più filo trecciato che nylon, a parità di capacità della bobina.
Nessuno dei tre fili è superiore in assoluto: ognuno risolve un problema diverso.
Nella pratica, la combinazione più comune resta trecciato in bobina più un finale in fluorocarbon, per unire sensibilità e resistenza del trecciato alla discrezione del fluorocarbon vicino all'esca.
Il trecciato si sceglie per resistenza dichiarata in libbre (lb) o chilogrammi, non solo per diametro: due trecciati con lo stesso diametro nominale, di marche diverse, possono avere resistenze differenti a seconda della qualità della fibra e della tessitura. Occhio anche a un dettaglio pratico: il diametro riportato in etichetta è misurato a secco, mentre in acqua il trecciato si gonfia leggermente, uno 0,20 mm può arrivare a comportarsi come uno 0,30 mm.
Il criterio guida resta la taglia della preda, non l'ambiente: per prede di dimensioni contenute, trote e bass in acqua dolce ma anche spigole, serra e barracuda in mare, il punto di partenza tipico è un diametro intorno a 0,12 mm. Per la traina costiera polivalente si sale verso le 20 lb; nel vertical jigging su prede più impegnative si arriva a diametri 0,235-0,33 mm (44-60 lb); sui grandi pelagici come il tonno servono trecciati da 0,50 mm e oltre le 60 lb.
Un trecciato a 4 capi è più economico e leggermente più ruvido al tatto, con una superficie meno rotonda, ma proprio per questo resiste meglio all'abrasione: è la scelta più sensata su fondali rocciosi o in bolentino, dove il filo sfrega spesso contro roccia o lenza. Un trecciato a 8 capi, come lo Shimano Trecciato Lenze Kairiki 8, ha una sezione più tonda e compatta: scorre meglio negli anelli, è più silenzioso in lancio e dura di più a parità di utilizzo, a fronte di un prezzo più alto. Per chi lancia spesso artificiali leggeri, la differenza si sente soprattutto nella distanza di lancio.
Un trecciato monocolore scuro o mimetico si nota meno in acqua, utile quando il pesce è diffidente. Un trecciato multicolore, come il Trecciato Lineaeffe Venom Braided Multicolour, cambia colore ogni pochi metri: non serve a ingannare il pesce, ma a leggere a occhio la distanza di lancio e la direzione della deriva, molto utile in bolentino e in traina.
Nello spinning il trecciato è quasi sempre la scelta di default: trasmette ogni tocco dell'artificiale e permette una ferrata immediata anche a grande distanza. Diametri sottili, 0,10-0,15 mm circa, restano la norma. Approfondisci l'attrezzatura completa nella nostra guida allo spinning per principianti.
Nel surfcasting il trecciato consente lanci più lunghi a parità di piombo, ma paga lo scotto dell'abrasione su fondali con sassi o conchiglie: molti surfisti preferiscono ancora il nylon o montano un lungo shock leader per proteggere il trecciato nella fase di lancio. Trovi il ragionamento completo nella guida su come scegliere la canna da surfcasting.
In traina il trecciato multicolore aiuta a impostare la lunghezza di lenza filata dietro la barca, un dato che in traina conta quanto la velocità. Diametri più robusti e un finale in fluorocarbon o in monofilo restano la norma. Approfondisci in traina costiera: attrezzatura e tecniche.
Nel jigging da barca il trecciato lavora in verticale, spesso a profondità importanti: serve un diametro adeguato al peso del jig e alla taglia della preda, con marcature metriche sulla treccia stessa per sapere sempre a che profondità si sta lavorando. Dettagli nella guida al vertical jigging da barca.
Anche l'eging su seppie e calamari lavora con trecciati molto sottili, per lanciare lontano un'esca leggera senza perdere sensibilità durante la caduta dell'egi. La nostra guida su come si pesca la seppia con l'eging spiega la tecnica per intero.
Il trecciato scivola più facilmente di un nylon nei nodi pensati per il monofilo, quindi non tutti i nodi funzionano allo stesso modo. Per unire trecciato e fluorocarbon l'Albright resta il nodo più affidabile per chi inizia, mentre per fissare l'artificiale il Palomar mantiene un'ottima percentuale della resistenza originale. Il procedimento completo, passo per passo, è nella nostra guida ai nodi per la pesca a spinning.
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Per lo spinning leggero in acqua dolce vanno bene diametri sottili, indicativamente 0,10-0,12 mm; in mare su prede più forti si sale verso 0,15-0,20 mm. Conviene comunque guardare la resistenza in libbre dichiarata, non solo il diametro.
Sì, il trecciato non è un materiale metallico e non risente della corrosione salina. L'unica attenzione riguarda sciacquare mulinello e bobina con acqua dolce dopo l'uso, per allontanare sale e sabbia dai meccanismi.
Non esiste una scadenza fissa: dipende da quanto viene usato e da quanto sfrega su rocce, denti o fondali abrasivi. Un segnale chiaro è la perdita di colore o l'infeltrimento della fibra vicino al finale, punto in cui conviene accorciare periodicamente la lenza.
Nel surfcasting sì, uno shock leader in nylon o fluorocarbon protegge il trecciato dal carico del lancio pesante. Nelle altre tecniche un finale in fluorocarbon, più corto, serve soprattutto a rendere la lenza meno visibile vicino all'esca.
Il trecciato giusto si sceglie per resistenza dichiarata, numero di capi e colore, non solo per il prezzo al metro: un 4 capi economico va benissimo per un uso generico, un 8 capi di qualità si sente nella distanza di lancio e nella durata. Scegli il trecciato adatto alla tua tecnica nella collection Trecciato di Etruria Fishing.
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