
Come scegliere gli ami da pesca giusti per numerazione, forma e specie, con i nodi essenziali per legarli in sicurezza in mare e acqua dolce.
Gli ami da pesca si scelgono in base a tre elementi: la numerazione, che ne indica la misura, la forma, legata alla tecnica e all'esca, e il nodo con cui si fissano alla lenza. Sbagliare anche uno solo di questi tre fattori significa perdere allamate o rompere il finale sul più bello.
In questa guida trovi come leggere la numerazione degli ami da pesca, quali forme scegliere tra amo singolo, triplo, a paletta e assist hook, e come cambia la misura giusta in mare e in acqua dolce a seconda non solo della specie, ma soprattutto dell'esca e della tecnica. Trovi anche i due nodi che coprono la maggior parte delle situazioni: il Palomar e il nodo ancorato per gli ami senza occhiello.
La numerazione degli ami da pesca segue una logica opposta a quella intuitiva, ed è la prima cosa da imparare prima di comprare una confezione.
Più il numero è alto, più l'amo è piccolo. La scala standard, o decimale, scende da misure minuscole come il 32 fino al numero 1, passando per i valori più comuni in commercio (22, 18, 14, 10, 8, 6, 4, 2). Da lì la sequenza cambia notazione e prosegue con gli "aught" (il simbolo /0): 1/0, 2/0, 3/0 e così via fino a superare il 10/0, dove stavolta il numero crescente indica un amo sempre più grande, usato per prede di taglia importante come tonni o predatori in traina col vivo.
Un amo numero 6 di un produttore non è sempre identico a un numero 6 di un altro: dipende dalla serie e dalla forma del gambo, non solo dal marchio. Anche restando nello stesso brand, come nelle serie Tubertini, il numero che compare nel nome spesso identifica la sagoma dell'amo, dritta, ricurva o storta, più che la taglia vera e propria, che va scelta a parte all'interno della stessa serie. La regola pratica: quando cambi marca o serie, confronta l'apertura e la lunghezza del gambo indicate in confezione invece di fidarti solo del numero.
Oltre alla misura, la forma dell'amo determina se trattiene bene l'esca naturale, tiene un artificiale o riduce i danni al pesce in un catch and release. Le famiglie principali sono cinque.
L'amo singolo è la forma più diffusa e versatile: un solo gambo, una sola punta, adatto a bigattino, verme, gamberetto o pesce esca. In mare copre orata, sarago, spigola e bolentino; in acqua dolce trota, bolognese e feeder. Modelli come il BKK Amo Chinu-R Diamond, a gambo corto e curva ampia, trattengono bene le esche morbide senza lacerarle.
L'amo triplo, o treble hook, monta tre punte su un unico gambo ed equipaggia quasi tutti i minnow, popper e crankbait da spinning. Aumenta la percentuale di allamata sugli attacchi laterali tipici di serra e spigola, ma conviene sostituirlo con un modello di qualità come il BKK Amo Triplo Raptor X quando quello montato di serie sull'artificiale si spunta.
L'amo a paletta non ha occhiello: il filo si lega direttamente al gambo con un nodo ancorato (vedi più avanti), risultando più leggero e meno visibile in acqua. È lo standard nella pesca a bolognese, a feeder e a passata, spesso già montato su nylon in confezioni pronte come il Colmic Amo a Paletta N900.
L'assist hook è un amo singolo collegato all'artificiale tramite una cordina in kevlar o dyneema anziché montato rigidamente, così mantiene la punta libera di ruotare durante il recupero in verticale. È lo standard nel jigging da barca su ricciole e tonnetti: la nostra guida al vertical jigging da barca approfondisce come abbinarlo a canna e mulinello corretti.
L'assenza di ardiglione riduce i danni alla bocca del pesce e velocizza il rilascio, un aspetto sempre più richiesto nel catch and release e obbligatorio in alcune riserve di pesca a mosca o alla trota. Il Colmic Amo Senza Ardiglione WB610 è una scelta solida per chi vuole passare a questa pratica senza perdere tenuta durante il combattimento.
La misura giusta non dipende solo dalla specie: la stessa spigola si insidia con un amo minuscolo a bolognese e con uno dieci volte più grande a bolentino con pesce esca intero. Conta soprattutto l'esca che monti e la tecnica con cui la presenti.
A bolognese con bigattino, orata e sarago, pesci diffidenti dalla bocca piccola, vogliono ami piccoli e a gambo corto: n. 12-16, con due o tre bigattini innescati a bandierina nelle giornate di mare mosso. Passando a esche più voluminose come gamberetto, arenicola o fasolaro in bolentino e surfcasting, la misura sale a n. 4-8, fino a 1/0-2/0 per le orate più grandi o con esca intera. Un amo a gambo corto come il BKK Amo Chinu-R Diamond, di derivazione giapponese, è pensato proprio per questa fascia di misure con esca naturale.
La spigola è l'esempio più netto di come la tecnica comandi sulla specie. A bolognese o a passata con bigattino, dove la lenza deve restare quasi invisibile, si scende fino a n. 16-22, ami minuscoli che sembrerebbero fuori scala per un pesce che supera facilmente il chilo. Con gamberetto vivo a bolognese o bolentino la misura sale a n. 4-7; con pesce esca intero o in bolentino pesante su fondali profondi si passa alla scala aught, 1/0-2/0. Un amo come l'Owner Amo 5111 SSW, in acciaio inox e disponibile dal n. 1 fino al 6/0, copre bene quest'ultimo scenario, non quello a bigattino, per il quale serve invece un amo come il Colmic Amo a Paletta N900, disponibile proprio nelle misure 16 e 20.
Nel bolentino il range di misure è il più ampio in assoluto, perché il fondo produce prede molto diverse: da n. 8-10 per i pesci piccoli fino a 1/0-3/0 con calamaro, granchio o sardina intera per dentici, pagri, tanute e orate di taglia. Il circle hook, che si incastra da solo nell'angolo della bocca e riduce le amature profonde, è una scelta pratica per l'esca ferma sul fondo: un modello come il BKK Heavy Circle Glow, nelle misure 1 e 4, copre bene la fascia più classica di questo range. Trovi l'attrezzatura completa nella nostra guida al bolentino da barca.
Anche qui la scala cambia con la preda. Nella traina costiera leggera su sgombro, sugarello e piccoli pelagici si resta sulla scala standard, n. 2-6; su palamita, alletterato e lampuga di taglia si usano ami un po' più aperti, sempre nella stessa scala. La traina col vivo per dentice e ricciola passa invece alla scala aught, con ami a pancia larga da 2/0 a 6/0, spesso montati in coppia con un amo trainante da 4/0-5/0 e uno ferrante da 6/0-7/0. Sul tonno e sugli altri grandi pelagici in drifting, come il pesce re, si sale ancora: un circle hook come il BKK Monster Circle Drifting Special, pensato apposta per queste prede, arriva dal 6/0 al 10/0. Approfondisci tecniche e montature nella guida alla traina costiera.
Anche in acqua dolce la misura segue l'esca più che la specie. Per la trota a torrente, con verme di terra, servono ami a gambo lungo e sottile n. 2-6; con la camola la misura sale di numero, cioè l'amo si rimpicciolisce, n. 4-6 per la doppia esca e n. 7-12 per quella singola, sempre a gambo lungo e curva stretta per favorire la rotazione. Con il bigattino, adatto sia al torrente sia al lago, si torna su ami a filo medio nella stessa fascia usata in bolognese, n. 12-16. Un amo versatile come il Tubertini Amo Serie 229, pensato proprio per trota e bolognese e disponibile in numerazioni dal 4 al 22, copre da solo quasi tutta questa fascia.
Nella bolognese in acqua dolce, dal cefalo alla carpa passando per triotto e alborella, con bigattino o pane la misura oscilla tra n. 8 e n. 14 a seconda della taglia della preda. Nel feeder la logica è simile ma legata al peso del pesce atteso: carassi e piccole carpe vogliono ami n. 14-16 a gambo corto, spesso innescati a calzetta con il bigattino; per carpe di taglia importante, con mais o boilie, serve invece un amo robusto pensato per pesci grandi, come il Tubertini Amo Serie 54 TS, disponibile dal n. 8 fino al 2/0.
Un amo scelto bene non serve a niente se il nodo cede alla prima allamata. Per gli ami con occhiello il nodo di riferimento è il Palomar; per gli ami a paletta, senza occhiello, serve invece il nodo ancorato.
Il Palomar mantiene circa il 95% della resistenza originale della lenza e si esegue in pochi passaggi: piega il filo a doppio, fai passare l'asola nell'occhiello dell'amo, forma un nodo semplice attorno al filo doppio senza stringere, fai passare l'amo attraverso l'asola appena creata e tira i capi bagnando il nodo prima di serrare. Trovi il procedimento completo con foto passo passo nella nostra guida ai nodi per la pesca a spinning, dove il Palomar è uno dei quattro nodi trattati.
Sull'amo a paletta non c'è occhiello in cui infilare il filo, quindi si usa il nodo ancorato, conosciuto anche come nodo Uni per amo a paletta o nodo ad avvolgimento semplice: appoggia il filo lungo il gambo con la punta rivolta verso l'alto, avvolgi il codino attorno al gambo e al filo principale per 6-7 spire, scendendo verso la curva dell'amo (qualche spira in più con fili sottili, qualche spira in meno con fili spessi), poi fai rientrare il codino nell'ultima spira e tira per serrare. Bagna sempre il nodo prima di stringere: vale lo stesso principio del Palomar, valido per qualsiasi nodo su filo di nylon o fluorocarbon.
Una selezione di ami reali per iniziare a montare le lenze giuste, in base alla tecnica.
L'intera gamma è disponibile nella collection Ami di Etruria Fishing.
Dipende soprattutto dall'esca: a bolognese o a passata con bigattino si usano ami molto piccoli, n. 16-22, quasi invisibili in acqua. Con gamberetto vivo si sale a n. 4-7, mentre con pesce esca intero o in bolentino pesante la misura passa alla scala aught, 1/0-2/0.
No. La specie indica un intervallo di partenza, ma la misura reale dipende soprattutto dall'esca e dalla tecnica: la stessa spigola si pesca con un amo n. 18 a bolognese con bigattino e con un 1/0 a bolentino con pesce esca intero. Scegli sempre in base a cosa hai innescato, non solo a cosa vuoi catturare.
L'amo singolo ha una sola punta ed è la scelta standard per le esche naturali, mentre l'amo triplo ne ha tre su un solo gambo ed è montato quasi sempre sugli artificiali da spinning, dove aumenta le probabilità di allamata sugli attacchi laterali.
Gli ami a paletta, senza occhiello, si legano con il nodo ancorato: il filo si avvolge per alcune spire lungo il gambo dell'amo prima di rientrare nell'ultima spira e serrarsi. È il nodo standard nella pesca a bolognese e a feeder.
Nel bolentino il range è ampio perché cambia con la preda: si va da n. 8-10 per i pesci piccoli fino a 1/0-3/0 con calamaro, granchio o sardina intera per dentici, pagri e orate di taglia. Il circle hook, che si incastra da solo nell'angolo della bocca, è una scelta pratica per l'esca ferma sul fondo.
La scelta dell'amo giusto passa da tre decisioni: la misura corretta per l'esca e la tecnica che usi, non solo per la specie che cerchi, la forma adatta alla tecnica e all'esca, e un nodo eseguito con cura, il Palomar per gli ami con occhiello o il nodo ancorato per quelli a paletta. Trova la gamma completa di ami da pesca nella collection Ami di Etruria Fishing.
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